Il giorno in cui sei nata - Mumistheceo

Del giorno in cui sei nata ricordo uno strano particolare, piccola mia. Erano le 4 del mattino ed io ero appena arrivata in ospedale, in pieno travaglio. Tu stavi arrivando. Avevo un sacco di fame e camminavo disperata per i corridoi nella speranza di trovare qualcuno che mi potesse dare il benestare per mangiare qualcosina prima di affrontare questa meravigliosa prova.

Per la seconda volta. Mentre camminavo vennero spalancate tutte le finestre di quel corridoio, perché a quell’ora di notte in ospedale si pulisce. Fuori c’era la neve, ed io cominciai a tremare. Avevo freddo, avevo freddo e paura.

Avevo paura perché ogni mamma prima di dare la vita ha paura della morte. Avevo paura perché era la prima notte che passavo lontana da tua sorella. Avevo paura perché avevo appena cominciato ad accettarmi in quella nuova veste di madre e non sapevo se sarei riuscita ad adattarmi ancora una volta ed essere giusta e perfetta anche per te. Si, Avevo paura ma dissi semplicemente che avevo freddo. Mi feci coraggio , smisi di tremare e pochissime ore dopo eri attaccata al mio seno.

Oggi compi 11 mesi, ieri hai cominciato sicura e impavida a lanciarti verso la vita da sola e sulle tue gambe, ricordandomi una cosa che imparai tanto tempo fa da una persona che amavo profondamente. Che il coraggio non è affatto la mancanza di paura, piuttosto la consapevolezza che qualcosa sia più importante della paura stessa.

Buon comple mese mia piccola donna coraggio ❤️ Con amore, mamma. . . Per la cronaca : alla fine non mi fecero mangiare prima di partorire. . .

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